Locazione commerciale: la mancata consegna della fideiussione può comportare la risoluzione del contratto?

Nei contratti di locazione commerciale è sempre più frequente trovare una clausola che impone al conduttore di consegnare una fideiussione bancaria o assicurativa a garanzia del pagamento dei canoni e dell’adempimento di tutte le obbligazioni contrattuali.

Ma cosa accade se la fideiussione non viene mai consegnata?

Il locatore può chiedere immediatamente la risoluzione del contratto oppure deve dimostrare che l’inadempimento è particolarmente grave?

Su questo tema è intervenuta la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 2975 del 6 febbraio 2026, fornendo importanti chiarimenti destinati ad incidere sulla redazione dei contratti e sulla gestione del contenzioso.

Perché la fideiussione è così importante

Nel settore delle locazioni commerciali il locatore assume un rischio economico spesso elevato.

A differenza delle locazioni abitative, i canoni possono raggiungere importi considerevoli e il recupero del credito, in caso di insolvenza del conduttore, richiede tempi non sempre brevi.

Per questo motivo è ormai prassi inserire nel contratto una clausola che imponga al conduttore di consegnare una fideiussione bancaria o assicurativa.

La garanzia serve ad assicurare il pagamento dei canoni, degli oneri accessori, degli eventuali danni arrecati all’immobile e, più in generale, di tutte le obbligazioni derivanti dal contratto.

Non si tratta quindi di un elemento meramente accessorio, ma di uno strumento che spesso rappresenta una condizione essenziale dell’equilibrio contrattuale.

Cosa ha deciso la Cassazione

Con l’ordinanza n. 2975/2026, la Suprema Corte ha affrontato il caso di un contratto di locazione commerciale contenente una clausola risolutiva espressa che subordinava la prosecuzione del rapporto alla consegna della fideiussione entro un termine prestabilito.

Il conduttore non aveva adempiuto a tale obbligo e il locatore aveva dichiarato di volersi avvalere della clausola risolutiva.

La Cassazione ha confermato un principio di particolare rilievo: quando le parti qualificano espressamente come essenziale l’obbligo di prestare una fideiussione e prevedono una clausola risolutiva espressa ai sensi dell’art. 1456 c.c., il mancato rilascio della garanzia può legittimare la risoluzione del contratto senza che il giudice debba effettuare la valutazione della gravità dell’inadempimento prevista dall’art. 1455 c.c.

In altre parole, è l’autonomia contrattuale delle parti ad attribuire all’obbligo di consegnare la fideiussione un rilievo determinante per la permanenza del rapporto.

La clausola risolutiva espressa: come funziona

L’art. 1456 del Codice civile consente alle parti di stabilire preventivamente quali inadempimenti comporteranno la risoluzione del contratto.

Quando il contratto contiene una clausola risolutiva espressa validamente formulata, il contratto non si scioglie automaticamente.

È necessario che la parte interessata comunichi all’altra la volontà di avvalersi della clausola.

Da quel momento il contratto si considera risolto, salvo eventuali contestazioni sulla validità della clausola o sull’effettiva sussistenza dell’inadempimento.

La pronuncia della Cassazione conferma che la mancata consegna della fideiussione può rientrare tra gli inadempimenti idonei ad attivare questo meccanismo.

Attenzione: non tutte le fideiussioni hanno lo stesso valore

La decisione della Corte non significa che qualsiasi ritardo nella consegna della garanzia determini automaticamente la risoluzione del contratto.

Occorre verificare attentamente il contenuto delle pattuizioni.

In particolare assumono rilievo:

  • il testo della clausola contrattuale;
  • la qualificazione dell’obbligo come essenziale;
  • l’esistenza di una clausola risolutiva espressa;
  • il termine entro il quale la fideiussione deve essere consegnata;
  • l’eventuale comportamento successivo del locatore.

Ad esempio, se il locatore accetta per mesi l’esecuzione del contratto senza contestare l’assenza della fideiussione, potrebbero sorgere questioni interpretative sulla rinuncia ad avvalersi della clausola o sull’abuso del diritto.

Le conseguenze pratiche per locatori e conduttori

La pronuncia rappresenta un importante richiamo per entrambe le parti.

Per il locatore è fondamentale redigere il contratto con particolare attenzione, individuando con precisione le obbligazioni che devono essere considerate essenziali e disciplinando in modo chiaro le conseguenze del loro inadempimento.

Per il conduttore, invece, la fideiussione non deve essere considerata una semplice formalità amministrativa.

La mancata consegna della garanzia potrebbe infatti compromettere la stessa sopravvivenza del contratto, anche in assenza di ritardi nel pagamento dei canoni.

Gli errori più frequenti

L’esperienza pratica evidenzia alcuni errori ricorrenti.

Il primo consiste nel firmare il contratto confidando di reperire la fideiussione solo successivamente.

Un altro errore è utilizzare garanzie che non rispettano le caratteristiche richieste dal contratto, ad esempio perché di importo inferiore o con una durata insufficiente.

Anche il locatore può commettere errori, tollerando a lungo l’inadempimento senza assumere una posizione chiara e creando così margini per future contestazioni.

Infine, è opportuno evitare clausole formulate in modo generico o ambiguo, che potrebbero rendere più difficile l’applicazione dell’art. 1456 c.c.

Conclusioni

La recente ordinanza della Cassazione conferma un principio ormai consolidato: nelle locazioni commerciali la fideiussione può costituire un elemento essenziale del sinallagma contrattuale.

Se il contratto contiene una clausola risolutiva espressa chiara e il locatore dichiara di volersene avvalere, la mancata consegna della garanzia può determinare la risoluzione del rapporto anche se il conduttore ha sempre pagato regolarmente i canoni.

Per questo motivo è fondamentale prestare particolare attenzione alla fase di negoziazione e di redazione del contratto, evitando formule standardizzate e valutando attentamente gli effetti delle clausole di garanzia.

FAQ

Il locatore può risolvere il contratto se il conduttore paga regolarmente il canone ma non consegna la fideiussione?

Sì, se il contratto qualifica tale obbligo come essenziale e contiene una valida clausola risolutiva espressa.

La risoluzione è automatica?

No. Il locatore deve dichiarare espressamente di volersi avvalere della clausola prevista dall’art. 1456 c.c.

È sufficiente qualsiasi fideiussione?

No. La garanzia deve possedere le caratteristiche previste dal contratto (importo, durata, soggetto garante e contenuto).

Il giudice può valutare la gravità dell’inadempimento?

In presenza di una valida clausola risolutiva espressa, la valutazione prevista dall’art. 1455 c.c. è normalmente superata, purché ricorrano i presupposti dell’art. 1456 c.c.

Come possono tutelarsi le parti?

Il locatore dovrebbe predisporre clausole precise e prive di ambiguità; il conduttore dovrebbe verificare prima della firma di poter ottenere la fideiussione richiesta e rispettare i termini previsti per la consegna.

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