La moglie può avere residenza diversa dal marito?


Mia moglie prima di conoscerla, ha acquistato prima casa a M. mentre io vivo e risiedo nelle marche in una casa di mia proprietà da ormai 20 anni. Ora lei è obbligata a trasferire la residenza a M. entro 18 mesi dal rogito per ottemperare agli obblighi di legge per mantenere i requisiti prima casa. Per poter far cambiare la residenza, l’ufficiale comunale di M. vuole obbligare anche me e nostro figlio a trasferirla a M. ma non comprendo per quale motivo io sia obbligato a far ciò pena il rifiuto all’accettazione della domanda stessa di mia moglie. Mi è stato detto che il nucleo famigliare non può essere diviso! Ma io conosco centinaia di persone che sono sposate ed hanno la residenza diversa, perchè a noi la rifiutano?? Cosa dice la legge?  Grazie per la sua risposta. 
Cordialmente (Luigi)

La residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale (art.43 c.c.). E’ dunque legittimo e possibile, a meno che non si tratti di residenza fittizia, che marito e moglie, pur non legalmente separati, abbiano residenze diverse, appunto perchè dimorano in posti diversi.

L’Ufficiale di stato civile non può negare il cambio di residenza se non in presenza di un accertamento negativo da parte della Polizia Municipale, organo deputato a verificare l’effettività del trasferimento.

La normativa attualmente in vigore non impone, dunque, il trasferimento dell’intero nucleo familiare, né è fatto obbligo a questo di avere una sola residenza anagrafica. In sostanza, per quanto riguarda il suo caso, i coniugi possono avere residenza diversa (senza distinzione tra chi abbia scelto il regime di comunione legale dei beni e chi abbia optato per la separazione).

Contro il diniego dell’ufficiale di stato civile è possibile proporre ricorso al Prefetto entro 30 giorni. Decorso il termine di novanta giorni dalla data di presentazione del ricorso senza che la Prefettura abbia comunicato la decisione, il ricorso si intende respinto a tutti gli effetti, e contro il provvedimento impugnato sarà poi possibile ricorrere all’autorità giurisdizionale ordinaria.

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25 Commenti a “La moglie può avere residenza diversa dal marito?”

  1. dario catenaNo Gravatar scrive:

    giustissimo

  2. francescoNo Gravatar scrive:

    La moglie può mantenere la residenza fiscale all’ estero essendo straniera pur essendo sposata con un italiano residente in Italia ?

    • Raffaele BocciaNo Gravatar scrive:

      La risposta presuppone di sapere di dove è la signora (UE o EXTRAUE) e se ella produce reddito in Italia oppure no (lavora, ha proprieta’ immobiliari, redditi di capitale, ecc. ecc.), se produce reddito nel suo paese d’origine, se risiede stabilmente in italia, cioè più di 183 giorni in un anno. Come vede, la risposta non è così semplice come potrebbe sembrare. Il principio guida è comunque la produzione di reddito. La rilevanza e’ data da questo, in quanto il concetto di residenza fiscale esiste solo in questo caso.

      • pavone.eufemiaNo Gravatar scrive:

        se sposo una vedova di 65 anni di altra citta’ sono obbligato a cambiare la mia residenza oppure mi può obbligare

        • Raffaele BocciaNo Gravatar scrive:

          mi pare che il post sia piuttosto chiaro. Nessuno può obbligarla a cambiare residenza né è obbligato ad averla in comune con la sua futura signora.

  3. m.angeloNo Gravatar scrive:

    una coppia di liberi professionisti, regolarmmente sposati, possono avere residenza in abitazioni differenti e di loro proprietà, nello stesso paese? Probabilmente già di loro proprietà prima che si sposassero.

  4. GiovanniNo Gravatar scrive:

    Gentile Dott. Boccia, io ho sempre avuto la residenza nella casa dei miei genitori nella città X. Da qualche mese lavoro nella città Y come consulente presso un’azienda cliente dell’azienda di cui sono dipendente. La mia azienda ha sede legale nella città Z, per cui percepisco, oltre al regolare stipendio, un’indennità di trasferta. Tra qualche mese mi sposo e mia moglie (attualmente residente nella città W) verrà a vivere con me in affitto nella città Y. Se io trasferissi la residenza da X a Y, perderei il diritto all’indennità di trasferta.
    Per cui Le chiedo:
    - ho l’obbligo di spostare la residenza da X a Y?
    - se non la sposto, rischio di incorrere in qualche sanzione?
    La ringrazio anticipatamente. Saluti

    • Raffaele BocciaNo Gravatar scrive:

      Salve. La legge 24/12/1954 n.1228 prescrive l’obbligo di chiedere per sé e per le persone sulle quali esercita la patria potestà o la tutela, l’iscrizione nell’anagrafe del Comune di dimora abituale e di dichiarare alla stessa i fatti determinanti mutazioni di posizioni anagrafiche, fermo restando l’obbligo di denuncia del trasferimento anche all’anagrafe del Comune di precedente residenza.
      Laddove l’ufficiale d’anagrafe venga a conoscenza di dichiarazioni mendaci, deve invitare l’interessato a rendere le informazioni corrette. In caso di mancata dichiarazione, l’ufficiale d’anagrafe provvede di ufficio, notificando all’interessato il provvedimento stesso, contro cui è ammesso ricorso al prefetto. Per questo tipo di dichiarazioni mendaci è prevista un’ammenda che può arrivare fino a 125 euro.

  5. GIANCARLONo Gravatar scrive:

    Egregio dott. Boccia, ho acquistato, prima di sposasrmi, anni fa un appartamento attiguo a quello di mia moglie e abbiamo aperto un varco per collegare i due appartamenti. Ora, dopo il matrimonio , pur avendo la stessa residenza abbiamo dovuto unificare lo stato di famiglia. Lei è entrata nel mio perche’ ho ancora in piedi il mutuo per la prima casa. Ora, ai fini fiscali come viene considerata la casa di lei. Possiamo scindere lo stato di famiglia pur avendo la stessa residenza?
    Grazie per una Sua risposta in merito.

  6. VincenzoNo Gravatar scrive:

    Si possono affittare una o più camere a pendolari non residenti o residenti nell’alloggio dove si risiede ? essendo il locale talmente grande che una camera può essere ancora utilizzata anche dal locatore.
    Si creano problemi col discorso del nucleo familiare o problemi di tipo fiscale ?
    Grazie attendo risposta .

    • Raffaele BocciaNo Gravatar scrive:

      Se lei è il proprietario, può tranquillamente locare le stanze. Se è l’inquilino, bisogna vedere se sia vietato o meno il subaffitto dal contratto. In entrambi i casi, non vedo problemi dal punto di vista fiscale, sempre che i nuovi affittuari mantengano nucleo familiare diverso dal suo.

      • roxNo Gravatar scrive:

        Salve dott. Boccia,
        volevo un suo parer sul miop caso:
        Io e mio marito siamo residenti a Roma città natale, ma per questioni di lavoro dimoriamo in altra regione.
        Ora avendo un bambino e dovendolo iscriverlo all’asilo comunale dove si richiede la residenza, posso io con il mio bambino spostarmi la residenza e mio marito rimanere residente a Roma? Quali sono gli svantaggi? Possiamo rimanere sempre a suo carico?(io non lavoro)
        La ringrazio anticipatamente per la sua risposta

  7. NATALIANo Gravatar scrive:

    SONO SPOSATO, MA HO INTENZIONE DI CHIEDERE IL DIVORZIO PERCHE’ LA CONVIVENZA CON MIA MOGLIE E’ DIVENTATA ORMAI INSOSTENIBILE! LEI E’ PROPRIETARIA AL 100% DI UNA CASA SITA A N. MENTRE IO, DOPO LA MORTE DI MIO PADRE, SONO COMPROPRIETARIO AL 33,33% DELLA CASA, IN CUI ABBIAMO LA RESIDENZA SOLO IO E LE MIE FIGLIE. A CHI SPETTEREBBE LA MIA CASA?

    • Raffaele BocciaNo Gravatar scrive:

      La domanda presupporrebbe conoscere bene tutta la situazione familiare (età dei figli, redditi dei coniugi, ecc.), ma in linea di massima posso dire che, normalmente, la casa coniugale viene assegnata alla moglie con i figli. A meno che l’altra casa in proprietà esclusiva alla signora non si trovi nello stesso comune, in tal caso potremmo ritenere che un giudice ragionevole gli dica di andare a vivere lì… Per ulteriori chiarimenti, la invito ad usare questa sezione

  8. IlariaNo Gravatar scrive:

    ne io ne mio marito siamo proprietari di casa. vorrei andare a vivere a casa di mia madre che vive nelle case popolari. per non superare il reddito complessivo richiesto può mio marito cambiare residenza? risulterebbe comunque nel cumulo dei redditi? Risulterebbe sullo stato di famiglia?
    grazie

    • Raffaele BocciaNo Gravatar scrive:

      Non è sufficiente che un coniuge abbia residenza anagrafica diversa per essere escluso dal concetto di nucleo familiare ai fini del reddito.
      Occorre, infatti, che:
      - risulti separato con provvedimento del giudice (separazione giudiziale, omologazione della separazione consensuale, separazione ordinata dal giudice in attesa della nullità del matrimonio, ecc.);
      - la diversa residenza sia stata ordinata dal giudice con provvedimenti temporanei ed urgenti;
      - uno dei coniugi sia stato escluso dalla potestà sui figli o sia stato adottato il provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare per condotta pregiudizievole al figlio;
      - si sia verificato uno dei casi di cui all’art. 3 della legge 898/70 e successive modificazioni ed è stata proposta domanda di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
      - sussista l’abbandono del coniuge accertato in sede giurisdizionale o amministrativa.

  9. teresaNo Gravatar scrive:

    buon giorno,vorrei chiedere se puo cancellare la separazioni?da poco mesi abbiamo chiesto la separazioni adesso non vogliamo piu si puo cancellare?
    grazie

  10. Alessandro D.No Gravatar scrive:

    Gentile Raffaele,
    Io lavoro all’estero (Francia – iscritto aire – distacco lavoro dipendente) e ci risiedo per piu’ di 183gg
    La mia futura moglie in Italia.
    Siamo entrambi indipendenti con una casa in comproprieta’ in italia ed una (affitto)- in Francia.
    A breve ci sposiamo, saro’ considerato residente fiscale in Italia o possiamo tranquillanente dichiarare ciascuno solamente nel Paese di produzione del reddito e soggiorno abituale? Grazie anticipatamente

    a

    • Raffaele BocciaNo Gravatar scrive:

      Dovremmo vedere cosa prevede la convenzione stipulata con la Francia. In linea di massima, però, direi che se soggiorna per più di 183 giorni in Francia e viene remunerato da un soggetto francese, allora dovrebbe essere considerato, per il reddito prodotto in Francia, residente lì. Per una consulenza più specifica, ci scriva qui

  11. lucaNo Gravatar scrive:

    Buongiorno Raffaele.

    La mia fidanzata è straniera (paese UE) e ivi ha residenza e cittadinanza. Avendo lei una propria attività, passa la maggior parte del tempo nel suo Paese.
    Io sono al momento vincolato a stare in Italia per via del mio lavoro come dipendente. In caso di matrimonio e accettando, per forza di cose il fatto che lei starà per la maggior parte dell’anno fuori dall’Italia (lei non può lasciare la sua attività)e allo stesso modo io non posso lasciare il mio lavoro, ci vedremmo costretti a spendere insieme solo qualche mese.
    Come ci si regola in questo caso?
    Il matrimonio implica che la mia fidanzata prenda in ogni caso la residenza Italiana o io la sua? Oppure, nonostante il matrimonio, ognuno mantiene la propria residenza? Nel caso in cui ognuno mantenga la propria residenza (una in Italia ed una in un paese EU), questa situazione deve essere considerata temporanea (esempio: entro 2 anni i coniugi devono avere la stessa residenza) o non ci sono limitazioni in tal senso? Purtroppo il lavoro non ci consente di stabilirci a tempo pieno insieme ed è difficile prevedere quando questo possa accadere
    Grazie in anticipo. Cordiali saluti
    Luca

  12. FiorenzaNo Gravatar scrive:

    Gentile Raffaele,

    le chiedo un’informazione, mio marito ha acquistato pochi mesi fa con il beneficio Prima Casa, un appartamento nella citta’ nostra di residenza, noi attualmente viviamo e lavoriamo in una citta’ diversa sempre nel territorio italiano.

    Vorrei sapere se puo’ chiedere il cambio residenza nella citta’ dove lavoriamo e se puo’ affittare quell’immobile senza troppe complicazioni.

    Nell’attesa la saluto cordialmente.

    Fiorenza

  13. CaterinaNo Gravatar scrive:

    Gentile Raffaele sono in una situazione critica, non ho spostato la residenza nella città in cui abbiamo acquistato la casa io e mio marito in comunione dei beni.Non l’ho fatto perchè stupidamente pensavo che i benefici concessi a lui appartenente alle forze dell’ordine si estendessero anche a me, ora mi è arrivata la cartella in cui l’agenzia delle entrate rivuole le agevolazioni, la domanda è c’è una possibilità di uscirne o devo pagare i moltissimi euro? Grazie

  14. Raffaele BocciaNo Gravatar scrive:

    la legge è chiara. La residenza va trasferita entro 18 mesi dall’acquisto, a meno che lei non svolga la sua attività nel comune dove ha acquistato la casa.