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DiRaffaele Boccia

Indennizzo diretto: responsabile del danno non è litisconsorte necessario

Il Tribunale di Torre Annunziata, con sentenza n.2744 del 31/10/2017, si esprime nel senso di non ritenere litisconsorte necessario il responsabile del danno, in caso di azione ex art.149 Cod. Assicurazioni.

La Corte campana, in riforma di una sentenza del Giudice di Pace, precisa che:

è noto che, ai sensi dell’art. 149 del D.Lgs. n. 209 del 2005, nel caso di procedura di risarcimento diretto, il danneggiato deve rivolgere la richiesta di risarcimento “all’impresa di assicurazione che ha stipulato il contratto relativo al veicolo utilizzato” (co.1) e, “in caso di comunicazione dei motivi che impediscono il risarcimento diretto ovvero nel caso di mancata comunicazione di offerta o di diniego di offerta entro i termini previsti dall’art. 148 o di mancato accordo, il danneggiato può proporre l’azione diretta di cui all’art. 145, comma 2, nei soli confronti della propria impresa di assicurazione …” (co.6)”. Maggiori informazioni

DiRaffaele Boccia

Inattendibili i bilanci depositati in ritardo, c’è il rischio di fallire

Con interessante pronuncia, la Corte di Cassazione (sez. I Civile, ordinanza 7 marzo – 31 maggio 2017, n. 13746) ha affermato che l’imprenditore che intenda dimostrare di non essere fallibile avvalendosi di bilanci depositati in ritardo e ritenuti inattendibili rischia ugualmente di essere sottoposto a procedura concorsuale.

Come è noto, il bilancio di esercizio delle società di capitali, per il quale l’art. 2435, 1 co., cod. civ. (richiamato per la società a responsabilità limitata dall’art. 2478-bis, 2 co.) prevede che, entro trenta giorni dall’approvazione, una copia dello stesso (corredata dalle relazioni previste dagli art. 2428 e 2429 e dal verbale di approvazione dell’assemblea o del consiglio di sorveglianza), Maggiori informazioni

DiRaffaele Boccia

Opposizione allo stato passivo: il creditore non deve riprodurre i documenti già inviati al Curatore

La Corte di Cassazione, sez. I Civile, ordinanza n. 25513/17, depositata il 26 ottobre, ritorna sulla vexata questio dell’onere del creditore in opposizione allo stato passivo di riprodurre i documenti già allegati alla domanda di ammissione al passivo e trasmessi a mezzo pec al Curatore, ribadendo l’importante principio di non dispersione della prova già acquisita al processo.

Questi i passaggi fondamentali della pronuncia della Suprema Corte:

La questione sottesa ai motivi di ricorso concerne l’interpretazione dell’art. 99 legge fall. nella parte in cui prevede che il ricorso in opposizione debba contenere “a pena di decadenza l’indicazione specifica dei mezzi di prova di cui il ricorrente intende avvalersi e dei documenti prodotti” (art. 99, comma 2, n. 4), dovendosi verificare se tale Maggiori informazioni